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INVASIONI DIGITALI NEL CUNEESE

Per il secondo anno le Invasioni Digitali sono tornate in Provincia di Cuneo.

Il progetto, che ha coinvolto nel 2015 quasi 500 siti di cui 67 in Piemonte, ha un duplice obiettivo:

dimostrare che la rete ed i social sono mezzi di svago, ma anche potenti strumenti con i quali ognuno di noi può sostenere delle cause e, in questo caso, difendere e promuovere beni culturali ed ambientali;

coinvolgere le persone, anche in modo giocoso, affinché abbiano più cura ed attenzione per questi beni osservandoli con occhi nuovi ed interpretandoli con immagini e parole che la rete può veicolare con facilità.

Nel 2015 i siti coinvolti in Provincia di Cuneo sono stati 11.

Chi può organizzare un’Invasione Digitale?

Chiunque voglia contribuire a far conoscere un sito.

In alcuni casi hanno condotto le Invasioni enti che si occupano dello stesso bene protagonista dell’evento:

il Comune di Saluzzo per i Musei di Casa Cavassa e della Castiglia

 

l’Ufficio Turistico di Fossano per il Castello degli Acaja

Altre volte le Invasioni sono state organizzate da chi lavora all’interno di un bene:

l’Abbazia di Santa Maria di Staffarda

il Museo Diocesano di San Sebastiano a Cuneo

la Basilica di Vicoforte.

Infine alcuni organizzatori sono persone comuni che hanno voluto dare visibilità ad uno o più siti che amano:

l'Agenzia di Pollenzo

il Centro Uomini e Lupi ad Entracque

l'Ecomuseo della Segale a Sant’Anna di Valdieri

i Castelli Tapparelli di Lagnasco.

Noi, dopo aver esordito nel 2014 con la Gipsoteca “Davide Calandra” di Savigliano, abbiamo “invaso” l’Abbazia dei Santi Pietro e Colombano a Pagno.

Dopo il secondo anno di esperienza possiamo dire che l’effetto migliore che le Invasioni Digitali hanno sul territorio è quello di creare dei legami tra le persone coinvolte e di offrire una possibilità di lavorare insieme.

Di sinergia tra realtà diverse abbiamo già scritto in altra occasione: se ne parla molto, ma spesso è difficile da costruire.

Le Invasioni Digitali del Cuneese hanno dimostrato che si può fare rete e tentare di lavorare su un progetto su più fronti promuovendosi a vicenda in base alle possibilità e ai canali che ognuno del gruppo possiede.

C’è chi ha prodotto un calendario comune.

Chi ha steso un comunicato stampa collettivo. Chi ha raggiunto giornali o siti istituzionali.

Chi ha condiviso sulle proprie pagine gli eventi degli altri e chi ha indirizzato visitatori nei vari siti.

Si può ancora migliorare, ma la strada è quella giusta.

Per quanto riguarda i risultati delle Invasioni Digitali, i vari siti hanno vissuto situazioni diverse.

I numeri contano fino ad un certo punto.

La cosa più importante è il livello di consapevolezza degli Invasori.

Quanti dei partecipanti erano presenti nel sito perché sapevano dell’evento e quanti sono capitati per caso? La risposta è nella rete.

Le Invasioni Digitali che hanno avuto davvero successo hanno prodotto un indotto in termini di immagini, commenti e condivisioni.

Hanno dato visibilità ad un sito che prima non ne aveva alcuna oppure ne hanno accresciuto la popolarità.

Questa popolarità è la chiave della curiosità che farà muovere altre persone a scoprire quel luogo, a pagare un biglietto per entrare, a fare un’offerta per i restauri, ad inserire in rete altre foto, a commentare un’esperienza interessante e così via.

Questo fa la rete, questo fanno le Invasioni Digitali.

Ecco quindi un ringraziamento a tutti gli invasori che hanno partecipato ed un invito a condividere l’esperienza e a diffondere la bellezza:

Centro Visita Uomini e Lupi

Abbazia di Staffarda

Castelli di Lagnasco

Agenzia di Pollenzo

Basilica di Vicoforte

Museo di Casa Casavassa

Museo della Castiglia

Castello di Fossano

Abbazia di Pagno

Grazie a tutti coloro che dedicano il loro tempo gratuitamente per Invasioni Digitali!

Nadia