Warning: INSERT command denied to user 'westital14596'@'2001:4b78:1001::1301' for table 'watchdog' query: INSERT INTO watchdog (uid, type, message, variables, severity, link, location, referer, hostname, timestamp) VALUES (0, 'php', '%message in %file on line %line.', 'a:4:{s:6:\"%error\";s:7:\"warning\";s:8:\"%message\";s:43:\"array_map(): Argument #2 should be an array\";s:5:\"%file\";s:66:\"/home/mhd-01/www.westitaly.net/htdocs/modules/system/system.module\";s:5:\"%line\";i:1020;}', 3, '', 'http://www.westitaly.net/node/110', '', '34.238.248.103', 1597235151) in /home/mhd-01/www.westitaly.net/htdocs/includes/database.mysqli.inc on line 134

Warning: INSERT command denied to user 'westital14596'@'2001:4b78:1001::1301' for table 'watchdog' query: INSERT INTO watchdog (uid, type, message, variables, severity, link, location, referer, hostname, timestamp) VALUES (0, 'php', '%message in %file on line %line.', 'a:4:{s:6:\"%error\";s:7:\"warning\";s:8:\"%message\";s:56:\"array_keys() expects parameter 1 to be array, null given\";s:5:\"%file\";s:56:\"/home/mhd-01/www.westitaly.net/htdocs/includes/theme.inc\";s:5:\"%line\";i:1845;}', 3, '', 'http://www.westitaly.net/node/110', '', '34.238.248.103', 1597235151) in /home/mhd-01/www.westitaly.net/htdocs/includes/database.mysqli.inc on line 134

Warning: INSERT command denied to user 'westital14596'@'2001:4b78:1001::1301' for table 'watchdog' query: INSERT INTO watchdog (uid, type, message, variables, severity, link, location, referer, hostname, timestamp) VALUES (0, 'php', '%message in %file on line %line.', 'a:4:{s:6:\"%error\";s:7:\"warning\";s:8:\"%message\";s:39:\"Invalid argument supplied for foreach()\";s:5:\"%file\";s:56:\"/home/mhd-01/www.westitaly.net/htdocs/includes/theme.inc\";s:5:\"%line\";i:1845;}', 3, '', 'http://www.westitaly.net/node/110', '', '34.238.248.103', 1597235151) in /home/mhd-01/www.westitaly.net/htdocs/includes/database.mysqli.inc on line 134
MAMME PRINCIPESSE REGINE | www.westitaly.net

MAMME PRINCIPESSE REGINE

Spesso sappiamo molto poco sulla vita privata dei personaggi che hanno fatto la storia. Tanto meno se si tratta di donne e del loro rapporto con i figli.

Per la Festa della Mamma, ecco quindi una carrellata di piccole storie di mamme principesse e regine.

Sposa attempata del duca Emanuele Filiberto di Savoia, Margherita di Valois si sperava non avesse figli. Nacque Carlo Emanuele, erede del casato.

La sua devozione per il bambino emerge dai ritratti che li vedono insieme e dalle parole dei contemporanei come quell'ambasciatore che riferì:”Sua Altezza ama … il principe suo figlio in maniera molto singolare […] quell'amore è tutta la sua felicità”.

Margherita si occupava dell'educazione del figlio, ne organizzò con il marito il solenne battesimo avvenuto all'età di 5 anni, ne seguì gli svaghi all'aperto.

Alla sua morte Carlo Emanuele aveva solo 12 anni. Le ultime volontà della madre furono rivolte al futuro del figlio e alla sua sicurezza . Il bambino reagì alla perdita ammalandosi e cadendo in depressione. Era forte e, come aveva predetto il medico Michel de Nostredame, superò la cosa e 6 anni dopo con grande forza divenne il nuovo Duca di Savoia.

Maria di Borbone Soissons ebbe da Tommaso di Savoia Carignano 7 figli di cui solo 4 superarono l'età infantile. Molti erano i bambini che morivano alla nascita o in tenera età. Orgogliosa e capricciosa, Maria non pare sia stata una madre molto affettuosa. I suoi sentimenti variarono di intensità in relazione a quanto un figlio gli era utile oppure la compiaceva.

Purtroppo il suo primogenito maschio, Emanuele Filiberto, nacque sordo e, per molto tempo, non fece altro che tenerlo in disparte e trattarlo come un incapace.

Ereditato il titolo, il giovane Principe scrisse in una lettera che avrebbe lasciato la casa della madre perché non vedeva la possibilità di farsi voler bene da lei.

Giovanna Battista di Savoia Nemours ebbe dal consorte Carlo Emanuele II di Savoia un solo figlio maschio, Vittorio Amedeo.

Pur avendo generato prole dalle sue amanti, nei 10 anni di matrimonio la Principessa pare non abbia avuto altre gravidanze. Si cercò di favorirle con bagni alle terme, tra cui quelle di Valdieri e con varie richieste di grazia, ma senza risultato.

In queste condizioni si potrebbe immaginare il crearsi di un affetto profondo tra madre e figlio … ma non fu così.

Giovanna rimase vedova quando il suo gracile erede aveva 9 anni. Troppo presa da se stessa e dal ruolo di reggente, ridusse i rapporti con il figlio al baciamano serale prima di andare a dormire. Pare che nei pochi minuti in cui stavano insieme non facesse che sgridarlo.

Non sorprende che il bambino abbia sviluppato un carattere chiuso e collerico. Appena acquisita la sua indipendenza, ridusse i rapporti con la madre al minimo indispensabile e la escluse da ogni decisione importante della sua vita, a partire dal matrimonio.

Olimpia Mancini sposò Eugenio Maurizio di Savoia Carignano Soissons. Apparteneva alla nobiltà minore romana, era bella e soprattutto era una delle nipoti del Cardinale Giulio Mazzarino, uno degli uomini più influenti della Francia di Luigi XIV.

Eugenio Maurizio non era l'erede del casato Carignano e pertanto poteva contrarre matrimonio con una dama di rango inferiore.

Le nozze durarono 16 anni e la coppia ebbe 7 figli. Olimpia si disinteressò quasi completamente dei figli affidati alla suocera e alla cognata che, a loro volta, li lasciarono alla cura di domestici e precettori. Con un marito indulgente, fu presa dagli impegni di corte, dal vizio del gioco, dalle scappatelle e dalla passione per i filtri amorosi e i veleni.

Non si accorse che il suo quinto figlio, Eugenio, esile, molto sensibile e chiuso, nascondeva una intelligenza ed una forza che lo avrebbero fatto conoscere in tutta Europa.

Alla morte di Olimpia, si disse che l'unica cosa buona che aveva fatto nella sua vita era stata quella di aver messo al mondo il Principe Eugenio.

Anna Maria d'Orleans fu la sposa del primo Re di casa Savoia, Vittorio Amedeo II. La coppia ebbe 4 figli che superarono la tenera età e la Duchessa ebbe anche numerosissimi aborti spontanei. Abituata ad una vita famigliare in cui l'affetto aveva avuto una parte importante, instaurò a sua volta con i figli un legame stretto e confidenziale. Numerosi sono gli scambi di lettere con le due figlie Maria Adelaide, Delfina di Francia, e Maria Luisa Gabriella, regina di Spagna. Nell'anno di permanenza di Anna e del marito in Sicilia come Sovrani dell'isola, non mancano gli scambi epistolari e di doni con tutti i figli.

Tragica è da considerarsi quindi la perdita di quasi tutti loro nel giro di pochissimi anni: la primogenita di 27 anni; la seconda figlia di 26 e il tanto atteso figlio maschio di 16 anni.

A consolarla rimase solo Carlin. Anna si fece forza e cercò di mostrare al marito che questo figlio era altrettanto degno di amore dell'amatissimo primogenito scomparso. Non sappiamo se ci riuscì, ma gli restò vicina. Fu al suo fianco quando il padre scelse le sue prime due mogli e si occupò dei nipoti. Ad ogni assenza di Carlin c'era tra loro uno scambio di lettere affettuose.

La morte impedì ad Anna di assistere all'abdicazione del marito, al suo ripensamento, alla presa di posizione di Carlo Emanuele III che lo fece arrestare.

Carlin aveva accettato di essere la seconda scelta, di essere meno intelligente del caro fratello morto e meno amato degli altri figli, ma dimostrò al padre di saper governare e lo fece per 45 anni.

Giuseppina di Lorena sposò Vittorio Amedeo di Carignano sa cui ebbe un unico figlio maschio, Carlo Emanuele.

Rimasta vedova molto giovane, si occupò della formazione dell'erede. Era un argomento che le stava a cuore, come scrisse in uno dei suoi romanzi, mai pubblicati e per fortuna giunti fino a noi.

In un'epoca in cui nelle famiglie di alto rango vi era un certo distacco tra genitori e figli, Giuseppina fece in modo di educare il figlio presso scuole all'avanguardia come l'Ecole Militaire de Soreze, nel sud della Francia, e portandolo con sé nei suoi viaggi durante i quali incontrava intellettuali e personalità importanti del mondo della cultura e dell'arte. Confidava all'Abate Paciaudi, di studiare con attenzione molte materie per poter essere utile nelle scelte educative del figlio e per potersi confrontare adeguatamente con il suo governatore.

Quando Carlo Emanuele fu in età adatta al matrimonio ebbe una certa libertà di scelta così come la sposa ebbe libertà di accettare. I tempi stavano cambiando, la rivoluzione era in atto.

Maria Teresa d'Asburgo Lorena sposò Carlo Alberto di Carignano, erede del regno di Sardegna.

Dopo un primo aborto, la Principessa ebbe la gioia, di dare alla luce, nel marzo 1820, il suo primo figlio maschio, Vittorio Emanuele. Ne scriveva al padre, piena di entusiasmo, descrivendo il suo “robusto maschiotto” e narrando il tempo trascorso con il piccolo nella sua stanza a giocare.

Un anno dopo, la sua tranquillità familiare fu scossa dai moti del 1821 che la costrinsero, con il marito, ad andare in esilio in Toscana. Qui iniziò la sua seconda gravidanza che fu turbata da un evento che rimase celebre nella storia. Nel settembre del 1822 la culla in cui dormiva il piccolo Vittorio Emanuele prese fuoco per una probabile distrazione della nutrice. La famiglia confermò che il piccolo non ebbe conseguenze, ma, ancora oggi, si mormora che il bambino morì e fu sostituito da un altro per il timore di non avere discendenza maschile.

In novembre nacque invece un altro bel maschietto, Ferdinando. Poco si sa della terza gravidanza di Maria Teresa che portò, nel 1826, alla nascita di una bambina che prese il nome della nonna paterna, Maria Cristina. La piccola ebbe vita breve.

Una delle sale al secondo piano del Castello di Racconigi fu il teatro del secondo incendio di una culla e, questa volta, la piccola, di appena un anno, ne fu vittima.

Margherita di Savoia Genova sposò il cugino Umberto I. La coppia ebbe un solo figlio poiché la giovanissima madre fu sottoposta ad un taglio cesareo che ne impedì ulteriori gravidanze.

Margherita era una donna molto decisa e sicura di sé. Fu per lei difficile accettare che il suo unico figlio, Vittorio Emanuele, portato in trionfo di fronte al popolo italiano crescesse magrolino, piccolo e poco aggraziato. Il bambino non ebbe particolare affetto né dalla madre né dal padre. Le uniche persone a cui si affezionò furono l'istitutrice e poi il governatore. Per tutta l'infanzia il piccolo Vittorio Emanuele soffrì di solitudine e attendeva con ansia di poter trascorrere del tempo con i genitori. Con l'adolescenza, la costituzione fisica migliorò, ma il bambino fu costretto a portare gli occhiali, mai usati in pubblico. Solo quando chiuse il suo primo ciclo di studi, i genitori restarono sorpresi nel constatare che dietro la sua timidezza e quei 150 centimetri di altezza c'era un'intelligenza pronta. Anche questo non bastò.

La maggiore età di Vittorio Emanuele liberò Margherita dal peso di essere madre. Pochi anni e la sua preoccupazione fu quella di essere suocera e nonna del futuro Re d'Italia. Non fu facile ottenere questo risultato e mai avrebbe pensato che il suo desiderio si sarebbe avverato solo a causa dell'assassinio del marito nel luglio del 1900.

Elena del Montenegro sposò Vittorio Emanuele III di Savoia. La coppia ebbe 5 figli. Nei primi anni del loro matrimonio, con grande cruccio della Corte, Elena non rimase incinta. E' assai probabile che i Principi di Napoli sperassero di non succedere al trono e per rafforzare il raggiungimento di questo obiettivo si guardassero dall'avere figli.

L'improvvisa morte del re Umberto I però scompigliò i loro piani. Pochi mesi dopo, la coppia poté annunciare la prima gravidanza.

Elena fu una madre attenta e premurosa. Proveniente da una famiglia molto numerosa e dai costumi semplici, creò quell'ambiente informale ed affettuoso che era mancato al marito durante l'infanzia. Poco incline a mettersi in mostra, Elena volle per i figli un'educazione adatta al loro rango, ma che prevedesse molte e semplici attività all'aperto, una dieta sana e la frequentazione di altri bambini a partire dai cugini fino ai figli di alcune delle famiglie che erano in relazione con la corte. Alle bambine insegnò anche a cucinare, a cucire e a fare la maglia. Non mancò di sensibilizzare i figli nei confronti delle persone meno agiate.

La fotografia ed il cinematografo contribuirono a raccontare agli Italiani la vita quotidiana della sobria famiglia Reale e a fare di Elena un modello per le mamme italiane.