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MUSEI DI GENOVA - PIEMONTESI IN VACANZA

Sentirsi sempre a casa non è difficile. L'esplorazione dei musei di Genova Nervi ha permesso ad esempio di ampliare la conoscenza su artisti, personaggi ed eventi che hanno le loro radici in Piemonte.

Iniziamo quindi la ricerca dei riferimenti piemontesi dalla Galleria d'Arte Moderna di Villa Saluzzo Serra.

La collezione nasce grazie al lascito del re Vittorio Emanuele II di Savoia di parte degli oggetti raccolti dal figlio Odone, duca del Monferrato, prematuramente morto a Genova il 22 gennaio 1866 non ancora ventenne. Quarto figlio della regina Maria Adelaide d'Asburgo, ebbe fin da bambino problemi di salute che ne minarono il fisico. Quindicenne, gli fu consigliato di vivere nel capoluogo ligure dove il clima pareva giovare alla sua salute.

Mostrò una precoce attenzione per l'arte e questo lo condusse a costituire una collezione di opere antiche e contemporanee e a sostenere campagne archeologiche come quella sull'antica città romana di Libarna presso Serravalle Scrivia (AL - Ph.Associazione Culturale Libarna Arteventi)

o quella più lontana di Cuma, tra Pozzuoli e Bacoli (NA).

“Quindi nacque […] quel raunare ch'Ei fece, con scelta intelligente ed assidua, monete, vasi, armi, bronzi, vetri, gemme e molti altri oggetti antichi […] prima dote di un museo artistico ed archeologico, di cui volea far dono a questa Città [Genova], sua prediletta” (Società Ligure di Storia Patria)

Dopo la morte del Principe, per tramite del suo Governatore, marchese Orazio Di Negro, fu manifestata al Re l'intenzione del figlio e il desiderio di realizzare un museo da dedicare all'illustre mecenate. I musei divennero più di uno … Ecco alcuni oggetti che ci hanno colpito.

Questo è il modello per il ritratto della sorella del Principe, Maria Pia di Savoia commissionato da Oddone al genovese Santo Varni nel 1863. La vediamo con la corona avendo sposato l'anno precedente, a 15 anni, Luigi di Braganza, re del Portogallo.

Allo stesso artista fa riferimento il gesso della madre del Principe, la regina Maria Adelaide d'Asburgo. Ne trovate una realizzazione in marmo al Castello di Racconigi.

Molto spazio è lasciato ad artisti contemporanei che si dedicarono soprattutto alla pittura di paesaggio.

Abbiamo scelto una tela un po' particolare e niente affatto piemontese: nel 1864 il genovese Ernesto Rayper dipinse “Il Gombo”, una località presso la marina di Pisa, che dopo l'Unità d'Italia era entrata nei beni dei Savoia. Il giovane Principe non poteva immaginare che, pochi anni dopo la realizzazione del quadro, il padre avrebbe qui sposato l'amante Rosa Vercellana. Nei primi anni del' Novecento la Tenuta di San Rossore e il Gombo divennero il luogo di villeggiatura della tarda estate e dell'autunno di Vittorio Emanuele III e della sua famiglia.

Pelagio Palagi morì nel 1860, ma era un personaggio ben noto a corte e di certo al Principe Oddone che frequentò quelle residenze sulle quali l'artista aveva molto lavorato negli anni del re Carlo Alberto. La GAM ospita un ritratto, non datato, di Nicolò Paganini realizzato dall'artista assai noto, in ambiente milanese, per questa tipologia di opere.

Come l'opera di Palagi, numerose altre furono aggiunte in seguito ad arricchire le collezioni del Museo. In ambito piemontese segnaliamo: Nicolò Barabino, Morte di Carlo Emanuele I di Savoia, 1891

Il Duca è rappresentato morente nel salone principale del Palazzo Muratori Cravetta di Savigliano dove spirò il 26 luglio 1630.

A Margherita di Savoia, non ancora regina d'Italia, è dedicato invece il gesso di Giulio Monteverde (1877). L'autore è nato a Bistagno (AL) dove si trova oggi una gipsoteca a lui dedicata.

Facendo un salto in avanti negli anni, eccoci proiettati nel Futurismo con l'opera di un Cuneese, Luigi Colombo in arte Fillia. Nato a Revello nel 1904, è rappresentato a Genova con un'opera dal titolo “Senso di gravità” del 1932.

Purtroppo è nei depositi un quadro di Massimo d'Azeglio che ci sarebbe molto piaciuto vedere per ricordare l'amore suo e della sua famiglia per Genova e per il levante ligure. I suoi genitori sono entrambi sepolti a Genova e nel capoluogo trascorrevano gli inverni. Il fratello Roberto conobbe a Genova Alessandro Manzoni e a sua volta lo presentò al fratello Massimo. Ancora ... Massimo descriveva nelle sue lettere i bagni di mare a Sestri Ponente e organizzò il matrimonio dell'unica figlia Alessandrina a Genova Cornigliano … ma queste sono altre storie

Due passi negli splendidi giardini dei parchi di Genova Nervi e si raggiunge la Villa Grimaldi Fassio che accoglie le Raccolte Frugone.

Le opere di artisti piemontesi sono soprattutto sculture: Paolo Toubetzkoy, nato a Verbania, ma di origine russa è rappresentato con una serie di piccole sculture.

Di formati diversi le opere del casalese Leonardo Bistolfi di cui potrete approfondire l'opera alla Gipsoteca presso la città natale di Casale Monferrato.

Segnaliamo ancora un'unica opera di Davide Calandra, “Piemonte Reale”, consigliando questa volta la visita alla gipsoteca a lui dedicata a Savigliano.

La scoperta più interessante tra i musei di Genova Nervi è stata però la raccolta Wolfonsoniana. Non fatevi spaventare da questo strano nome. Si tratta di un museo d'arte applicata e di design davvero interessante.

Per rimanere concentrati sul nostro tema piemontese, abbiamo gustato con piacere tutta la pubblicità filo-sabauda delle navi e dei traghetti anni Trenta.

Abbiamo incontrato ancora Leonardo Bistolfi con un bozzetto (1912-1913) per il monumento funebre Abegg …

Un bozzetto preparatorio per la Fontana dei Mesi nel Parco del Valentino a Torino per l'Esposizione Nazionale del 1898 di Giacomo Cometti (Le tre Sture) …

Non poteva mancare un altro scultore piemontese, Edoardo Rubino, che ai primi del Novecento immortalò il giovane re Vittorio Emanuele III.

Per chiudere vi suggeriamo di osservare con attenzione il mobile dell'austriaco Joseph Maria Olbrich, uno dei maestri della cosiddetta Secessione Viennese.

Nel 1901, quando fu presente nell'Esposizione Internazionale di Torino, fu anche uno dei protagonisti dell'esperimento della Colonia degli Artisti a Darmstadt … ma questa è un'altra storia!